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Plastex, la ricerca e sviluppo promuove lo sport ma aiuta anche la protezione civile

Plastex, la ricerca e sviluppo promuove lo sport ma aiuta anche la protezione civile

Immaginate di guidare ad alta velocità mentre fuori fa freddo, molto freddo, temperature siberiane. È la sfida che sta contri- buendo a realizzare Plastex nell’angolo di mondo più a Nord che ci sia, costruendo una grande struttura per effettuare test drive automobilistici in condizioni climatiche monitorate. Un’opera quasi da guinness dei primati, di cui non si può svelare altro, anche se parlare di Plastex merita almeno un ac- cenno questa ennesima scommessa lavorativa. Si tratta di una prova che non può essere affrontata in solitaria, perché una cosa è certa: la Vision non è tutto, pur essendo il motore pri- mario del fare impresa. Anche il più scaltro dei self-made man si rende conto di aver bisogno di compagni di strada tecnicamente preparati, se vuole veder crescere la propria azienda lungo il sentiero dell’innovazione.

La storia di Plastex, giovane pmi radicata nell’Agro Ponti- no dal 2004, è sicuramente emblematica nel rappresentare un connubio virtuoso tra cliente e consulente, una simbiosi che porta a risultati ottimali quando le due anime (quella del pro- fessionista e quella dell’imprenditore) si fondono per condivi- dere strategie e obiettivi, risultati e criticità, che inevitabilmen- te possono presentarsi nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo di respiro pluriennale. In poco tempo, la realtà guida- ta da Massimo Rossi è arrivata ai massimi livelli in un settore (quello delle grandi coperture in pvc), che era rimasto fermo agli anni Ottanta sia in termini di processi sia in termini di prodotti e lavorazioni, nonostante l’enorme potenziale. E tut- to questo, sebbene le prime strutture pneumatiche siano com- parse nel mercato statunitense già negli anni Sessanta del secolo scorso.

Plastex, dislocata nell’area industriale di Cisterna di Latina (una scelta felice anche per consentire l’incremento della superficie destinata alla produzione), è alle prese con un processo di empowerment che coinvolge attivamente ogni uni- tà operativa e ogni singolo collaboratore. L’azienda rispecchia appieno lo spirito del suo fondatore: obiettivi chiari, dedizione, competenza e capacità d’immaginare un futuro, anche nei momenti più difficili. Così Plastex è riuscita a diversificare la produzione presentando una vasta gamma di coperture in pvc. Ora si spazia dall’ambito sportivo (campi da tennis, calcetto, piscine, aree polivalenti, beach volley, basket, padel) a quello industriale (magazzini di stoccaggio e logistica) e privato (tendostrutture con strutture portanti in legno lamellare o in acciaio zincato, coperture pressostatiche, coperture su strutture esistenti, tensostrutture, geodetiche, con l’impiego di membrane singole o doppie in tessuto poliestere ad alta tenacità).

Nel giro di pochi anni dalla nascita di Plastex, l’imprendi- tore si è trovato ad affrontare la flessione economica mondia- le che, dagli anni 2007-2009, non sembra avere smesso di far sentire i propri effetti sul sistema economico e sociale del pae- se. Obbedendo all’etimologia del termine crisi (dal greco krísis, scelta, decisione), Rossi si arma di coraggio e decide che il futuro dell’azienda è puntare maggiormente su una manifattura unica, pensando alla realizzazione di strutture pneumatiche, coperture di grande dimensione la cui stabilità è data in particolare dalla pressione dell’aria.

«Scelta che è derivata da un’intuizione rilevatasi corretta», spiega Rossi, «e che oggi ci vede tra le prime quattro aziende italiane del settore, vantando l’esportazione di prodotti in quindici paesi europei». Un salto di qualità importante per chi nasce operaio e oggi può vantare venticinque unità lavorati- ve e una previsione di fatturato per il 2019 pari a 2,5 milioni di euro, con l’intenzione di arrivare almeno a 4 milioni entro il 2023.

La prima vera innovazione dell’azienda, quando ancora era lontana l’idea di Industria 4.0, è stata la ricerca di un prodot- to che fosse ancora poco conosciuto nel panorama nazionale. Così si è arrivati alle strutture pressostatiche anche se, come spiega lo stesso imprenditore, non si capiva ancora bene come realizzarle e, soprattutto, in che modo coprirne i costi di realizzazione. La ricerca di una leva economica-finanziaria adegua- ta è stata la prima grande difficoltà per l’azienda, costringen- do l’imprenditore a districarsi nel sistema bancario nazionale caratterizzato da parametri molto stringenti per l’accesso al credito. «Quando sei piccolo non ti vede nessuno», ricorda con amarezza Rossi, «e far capire agli istituti di credito la solidità delle mie idee non è stato facile».

Da quel lontano 2007, Plastex ha fatto molta strada: oggi ha in produzione tre coperture pressostatiche commissionate in Bielorussia, delle dimensioni di un campo da calcio. Già dalla gestione di questa importante commessa si intravede l’azienda del futuro orientata a un prodotto taylor made (su misura), che sarà capace di produrre di più, di trasferire i propri prodotti in aree del mondo geograficamente e climaticamente estreme, di assecondare il committente in ogni sua richiesta. «Ma tutto questo», sottolinea Rossi, «non sarebbe possibile senza essersi basati su un accurato piano di ricerca e sviluppo come quello pensato con i consulenti avanzati, una vera e propria svolta, oltre che una decisa rivoluzione nel modo di fare imprese, nei processi, nella gestione. Una revisione in toto da parte dei con- sulenti per arrivare a una nuova Plastex». Il progetto sperimentale pensato per l’azienda pontina ha come focus l’Innovative structure systems, membrane & ener- gy efficiency improvement: l’attività è stata pianificata dalla proprietà aziendale fin dal 2016; gli investimenti e le attività specifiche di ricerca e sviluppo, per l’acquisizione di nuove co- noscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili 65, sono iniziate nel gennaio 2016 e sono state strutturate nel 2018, in termini di strategia operativa e pianificazione di dettaglio, dall’Advanced Advisor. Le attività di ricerca e sviluppo sono state coordinate dal management dell’azienda e organizzate da una squadra di lavoro guidata dall’amministratore stesso. Innovative structure systems, membrane & energy efficiency improvement rientra pienamente nei parametri definiti nel Manuale di Frascati 2015 dell’Ocse 66, che detta la compatibilità dei progetti di ricerca e sviluppo ai sensi del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Un piano per crescere nel segno di efficienza, sicurezza e so- stenibilità ambientale. Entrando del dettaglio del progetto aziendale, emerge come Plastex e i suoi consulenti avanzati abbiano focalizzato la pro- pria attenzione sul concetto di innovazione ed efficienza, de- clinati in tutti i processi di lavoro, a partire dal concept fino alla realizzazione del prodotto finito. «Il percorso intrapreso», dichiara Rossi, «ci porterà a offrire strutture innovative sempre più customizzabili e capaci di adattarsi a molteplici richie- ste, dalle classiche strutture sportive a quelle di emergenza che potranno essere installate con facilità in qualsiasi zona del mondo colpita da eventi climatici e naturali straordinari.

65 La cosiddetta “ricerca fondamentale”.
66 Guidelines for collecting and reporting data on research and experimental development, documento richiamato al punto 75 della comunicazione della Commissione Europea Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione (2014/C 198/01).

Non parliamo, dunque, della copertura, ma del prodotto chiavi in mano, completo in ogni sua parte e in grado di soddisfare sia la committenza pubblica sia quella privata. La crescita tecnologica giocherà un ruolo di primo piano, riflettendo sull’u- tilizzo di macchinari sempre più performanti, richiedendo un contestuale arricchimento professionale dei collaboratori, che riceveranno una formazione adeguata alle nuove sfide. A loro saranno richieste skill digitali sempre maggiori, pur rimanendo preponderante l’aspetto manuale del lavoro.

«Le strutture in pvc immaginate da Plastex saranno sem- pre più sicure e controllate a distanza», ribadisce Rossi, «gra- zie a un sistema di sofisticati sensori in grado di misurare ogni parametro ambientale e strutturale. I dati ricavati saranno monitorati costantemente per rispondere al meglio, e in tem- po reale, alle esigenze del momento, conferendo alla struttura una più lunga durata nel tempo e minori costi di gestione anche sotto il profilo energetico».

Questi sono alcuni elementi della ricetta per crescere, con- cepita grazie al ruolo attivo degli Advisor: con il piano investi- menti in r&s verranno utilizzati macchinari innovativi per realizzare qualunque tipo di copertura, con il supporto di tecnici e personale altamente specializzato, provenienti della nuova area d’ingegneria e dell’ufficio tecnico interno.

Si punterà all’incremento del fatturato annuo, abbassando l’incidenza della manodopera sul prodotto finito, oltre che a proporre nuovi prototipi e realizzazioni in grado di attrarre clientela, soprattutto sui mercati internazionali. Sarà possibile realizzare coperture pressostatiche di grandi dimensioni molto richieste sul mercato europeo e nord-americano, senza intralciare il business esistente. Da questa scelta strategica nasceran- no prodotti che si affiancano alle produzioni attuali, in modo da incrementare di fatto l’offerta al cliente e occupare ulteriori ca- nali di distribuzione, elevando il target di riferimento.

Vale la pena, infine, fare cenno agli obiettivi economico-fi- nanziari del piano: assicurare risorse finanziarie a sostegno di un percorso di crescita equilibrato e sostenibile, mediante un incremento dei margini e un’ottimizzazione della leva finan- ziaria, al fine di ridurre il costo del capitale totale. L’utilizzo dei costi agevolabili al 50%, previsti dalla normativa in riferi- mento al credito d’imposta, è fondamentale. Il processo rior- ganizzativo interno sarà completato in modo da rendere più efficienti le procedure operative e i margini aziendali, facendo leva sull’implementazione delle nuove tecnologie e report trimestrali dei risultati gestionali, analisi degli scostamenti e aggiornamento delle stime annuali di vendite e margini attesi con previsione periodica dei flussi finanziari (outlook). Non viene trascurata la riduzione del costo della manodopera sul prodotto finale, in modo da aumentare la marginalità e tra- ghettare questa parte di mondo dall’artigianato verso la vera industria completamente lean production. Viene infine consi- derata l’impostazione di un nuovo sistema di pianificazione e controllo e l’implementazione di un sistema di contabilità industriale strutturato per singole linee di prodotto, che possa guidare la gestione di nuovi turni di lavoro e più risorse nelle aree produttive post-investimenti. «Se l’innovazione non si traduce in un modello di business solido, con un’offerta di valore per i clienti, è fine a se stessa e quindi pressoché inutile. Solo con un business model solido si può avere un impatto innovativo sul mercato, sui propri clienti e il business» 67.

Quindi si conferma il traguardo finale da raggiungere, ossia proporre un’ampliamento dell’attuale area di mercato con pro- dotti nuovi e realizzati su linee nuove, puntando sull’export di coperture di grandi dimensioni al fine di gestire partner strategici, attività, risorse aziendali, canali di vendita o distri- buzione, strutture di costo e di ricavi, con il chiaro obiettivo di far crescere l’intero business.

67 Articolo del 26-09-2018 di Redazione PMI.it di Adriano La Vopa (www.smar- tangle.it).