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Cross Platform Competence e Intelligent Sharing Economy

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I Nuovi Pardigmi

Cross Platform

Il paradigma è una delle innovazioni brevettate dalla Financial & Capital Advisor nata all’interno del piano di ricerca e sviluppo “Future Cross Platform Advisor Format”. Il nuovo paradigma socio/culturale/scientifico identifica una nuova competenza allargata necessaria per potersi avvalere e confrontare con le nove tecnologie abilitanti la quarta rivoluzione industriale e quindi materia propedeutica ad essere studiata ed applicata dai nascenti Advanced Advisors.

La Collaborative Cross Platform Competence®© consente anche l’implementazione di piattaforme in grado di abilitare interazioni e transazioni tra diversi gruppi di utenti, che decidono di partecipare al business creato dalle piattaforme digitali, costruite appositamente per questa funzione ed in grado di interagire a largo spettro. Si può affermare che questo nuovo paradigma è in antitesi con l’estrema specializzazione avvenuta negli ultimi decenni nella istruzione media superiore e nel mondo accademico italiano, eccessiva specializzazione che impedisce alle nuove professionalità anche di medio alto livello di essere protagonisti nella quarta rivoluzione industriale dove sono fondamentali competenze a largo spettro su diverse materie e tecnologie in veloce evoluzione. Non esiste arma più potente nella quarta rivoluzione industriale. Anche le imprese tradizionali possono ragionare in una logica di ecosistema, come ha fatto Walmart per reagire ad Amazon, perché la Collaborative CrossPlatform Competence®© permette di far fronte alla necessità di gestire un gran numero di competenze e risorse, al fine di soddisfare le esigenze dei propri clienti. 

È attraverso la platform economy che le imprese trasformano il loro tradizionale modello economico lineare in un sistema basato su connessioni pluridirezionali, con la partecipazione di eterogenei gruppi di utenti. Anche le aziende tradizionali possono, quindi, competere su questo scenario, possono creare attraverso la Collaborative Cross Platform Competence®© piattaforme digitali oppure utilizzare le piattaforme condivise negli Open innovation Center.

Prendiamo un modello traditional, come era Walmart che ha rischiato di essere sopraffatto totalmente da Amazon; si è ripreso da un pericolosissimo sbandamento solo dopo che ha deciso di abbracciare un modello collaborative cross platform, che gli ha concesso di tornare a essere competitivo nei confronti di tutti i suoi principali rivali, anche quelli di nuovissima generazione. La conoscenza è elemento fondamentale nella comunicazione all’interno delle piattaforme digitali, non ci sono pile di carta dietro le quali nascondersi, non ci sono archivi da gestire pigramente né procedure lunghe e complesse da seguire.

Nelle piattaforme digitali, le competenze sono l’unico ruolo previsto in sceneggiatura ed è anche per questo che il cambiamento e il ruolo dell’Advanced Advisory saranno sempre più cruciali. Soprattutto nei primi anni d’implementazione il limite non sarà trovare la clientela, ma avere tempo e risorse adeguate per affiancare l’imprenditore nelle sue molteplici attività.

Intelligent Sharing Economy

L’esaltazione del progresso intelligente applicato alla sharing economy, questo è il paradigma di riferimento, assolutamente inedito e frutto dello studio serrato a livello di ricerca fondamentale. L’intelligent sharing economy consente di entrare all’interno di un meccanismo dove il fatturato si realizza spostando valore dalla proprietà all’uso e rivoluziona la visione tradizionalista. La sharing economy, per esempio, sfruttata sia da aziende sia da consumatori, è un modello economico che poggia sulla condivisione, dietro compenso, di risorse sottoutilizzate come oggetti, spazi, professionalità. 

È bene ricordare che le Pmi del nostro paese, imbottite di mediocrazia, s’illudono di essere autosufficienti e non cooperano. Il tentativo di mantenere posizioni di vantaggio vive solo nella mente di chi non è abituato a competere e, quindi, a vincere. Nel nostro paese vi è una mentalità legata alla filiera di produzione, basata su motivi storici e consolidati, che bisogna assolutamente superare. Per ottenere risultati concreti occorre infatti mettere in campo tutti gli strumenti nati nella quarta rivoluzione industriale, strumenti purtroppo ancora poco noti e quindi poco usati dalle Pmi del nostro paese. Questo scenario determina un divario crescente con le altre realtà internazionali che, al contrario, usano in pieno le nuove opportunità, progrediscono e raggiungono livelli di sviluppo e benessere superiori.

L’interconnessione è uno dei primi piani strategici da mettere in piedi, soprattutto oggi, perché il 5G aprirà nuove opportunità di semplificazione per tutti e il rischio è perdere un vantaggio competitivo, ammesso che lo si abbia, oppure arretrare nell’efficienza aziendale, con aggravio di costi derivanti da prestazioni non più in linea con lo standard di riferimento; in poche parole una scarsa interconnessione, rispetto a un competitor, porta fuori mercato l’azienda in tempi brevissimi. 

L’interconnessione nella quarta rivoluzione industriale fa riferimento a un approccio di tipo organizzativo, che punta prevalentemente all’implementazione di un sistema integrato e connesso e, in contemporanea, alla cooperazione delle risorse. Il fine è quello di incrementare la produttività, l’efficienza, la varietà produttiva degli impianti e la competitività aziendale, senza limitazioni di settore.Occorre saper gestire un flusso costante di dati e d’informazioni sia all’interno sia all’esterno (tra le aziende e lungo la catena di creazione valore, per esempio).

L’integrazione della parte fisica dell’azienda, grazie ai sistemi informativi adottati, permette di elaborare i dati disponibili provenienti dalle macchine, trasformandoli in informazioni capaci di migliorare le varie fasi di produzione e di processo come, tra le altre, la gestione della produzione, le movimentazioni interne ma anche gli acquisti a monte e le vendite a valle.

L’integrazione è da considerarsi in modo circolare, ossia un flusso che parte dalla politica di marketing, passando per la supply chain, le fasi produttive e logistiche, fino a giungere nuovamente al marketing, al fine di recepire e saper misurare il gradimento del cliente in modo da ripetere, qualora soddisfatto, il suo ciclo di richiesta. 

Le tecnologie abilitanti sono il mezzo per arrivare all’interconnessione, l’unione virtuosa tra le nuove tecnologie produttive e quelle già disponibili in azienda, per operare in una logica di neutralità tecnologica, per intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali, utilizzando dunque le tecnologie abilitanti al fine di orientare strumenti esistenti. Non si rendono più necessari grandi investimenti al fine d’incentivare la trasformazione digitale e coordinare i vari stakeholder, evitando così di ricoprire un ruolo di tipo dirigista.

Per essere ancora più chiari, le tecnologie abilitanti di oggi hanno per l’umanità la stessa importanza che ha avuto il vapore alla fine del XVIII secolo, l’elettricità all’inizio del XX o i robot e le automazioni nei primi anni Settanta. La sharing economy intelligente, che ha sempre una ricaduta sul territorio e che mette a fattor comune il valore più grande che hanno le imprese, ovvero il loro know how, è la base della Intelligent Sharing Economy. Il paradigma nuovo che unisce il Progresso Intelligente e la Sharing Economy tradizionale è, di fatto una delle professionalità alla base dell’azione dei nuovi Advanced Advisors.

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